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Concerto del 21 dicembre Palazzo Reale

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“Re-birth”. Rinascere. Ne so qualcosa. il 21 di dicembre compio 18 mesi. La mia di profezia Maya si è avverata il 21 giugno del 2011 con netto anticipo sul calendario. Ero un altro uomo, con altre energie o meglio, con le energie distribuite in altro modo. Poi BUM! un botto e il mondo era finito. Mesi di Buio (fisico) di silenzio e di pensiero. E la ricostruzione lenta, che prosegue tutt’oggi. Quelle energie che sono cambiate, così come il mio corpo che riducendosi ha avuto il suo vero effetto: aumentare la portata del mio sorriso.
I sorrisi e la loro importanza.
E poi la musica che finisce e ritorna in altra forma.
Imparo che il mondo finisce solo nella paura.
Ma nella realtà, finisce un modo di vederlo il mondo, perché deve evidentemente finire e superando la paura ecco che ai nostri occhi si rileva il mondo nuovo.
Finisce la Paura.
E quel Mo(n)do è fatto della luce che forse avevamo perso.
Io credo alla profezia, perché ho visto le tenebre dissolversi in sorrisi. I silenzi siderali disgregarsi nel suono delle risate.
Perchè credo che stringendo le mani, le (gli) arti, gli sguardi e l’amore, il buio di questo mondo lascerà spazio a quella luce.
E per questo è meraviglioso per me festeggiare a Re-birth la rinascita con 2 brani. E’ il modo per me di dire grazie più naturale. Grazie a Michelangelo che lo ha inventato, a Catterina che me lo ha chiesto. A chi ci sarà e chi fa.
Lo farò con i miei 2 compagni fedeli di viaggio. Due grandi virtuosi come Relja Lukic e Giacomo Agazzini.
Dei brani che eseguiremo, uno è dedicato alla pioggia e si intitola “Rain, in Your Black Eyes” ed è basato sulle piogge, dalle prime gocce, alle piogge degli occhi. Dalla pioggia confortevole di un estate sotto un pergolato a quella in cui perdersi. La memoria, e la sua importanza. La memoria che rende liberi: il mio lavoro è questo in fondo. Collezionare memorie. E poi, in anteprima, il primo passo del mio nuovo mondo. Un lavoro che è nato dalla riflessione su ciò che resta quando sentiamo l’esigenza di provare a vederlo. E che sto condividendo chiedendo a chi vuole di lasciare un segno, un pensiero su quello che si sente che resti nella vita. Qualsiasi cosa.  Si intitola “And The Things That Remain” e proseguirà e continuerà a nutrirsi delle nostre esperienze, il 21 dicembre ve ne offro una prima parte. Quella, appunto, uscita dopo il buio, la prima luce che ho incontrato dopo mesi dove ero impossibilitato a scrivere, comunicare, sentire.
Perchè quando nasciamo, la prima cosa che scopriamo è la luce. E anche quando Ri-nasciamo. Questo ho imparato. E Vorrei tanto condividerlo con chi vuole.

Ezio Bosso

EZIO BOSSO
A 16 anni debutta come solista in Francia a Lyon e comincia la sua carriera solistica e di Primo contrabbasso in varie orchestre europee: dalla Wiener Kammer Orchester alla Chamber Orchestra of Europe dai Deutsche Kammer Virtuosen all’Orchestra da Camera di Mantova allo stesso tempo compone già musica per teatro e la danza, ma sarà l’incontro con Ludwig Streicher a cambiare la sua vita. Il maestro lo spinge a studiare oltre che con lui Composizione e Direzione d’orchestra all’accademia di Vienna.
Negli anni 90, pur giovanissimo, è ormai considerato uno dei rari concertisti solisti del contrabbasso. Si esibisce come solista e direttore in tutto il mondo: dalla Carnegie Hall di New York all’Opera di Sydney, dal Palacio de las Bellas Artes di Città del Messico al Palais des Beaux Arts di Bruxelles. Tiene corsi in Giappone e a Parigi partecipando alla vita musicale contemporanea di quegli anni con Gerard Caussèe, Pierre Yves Artaud, Laura Chislett.
Ma allo stesso tempo continua a sperimentare la sua musica in teatri “off “, come il Teatro nuovo di Napoli (dove hanno mosso i primi passi grandi registi napoletani come Martone o Jodice), la Maison Baudelaire di Parigi, L’IRAA Theater di Melbourne , il Festival di Sant’Arcangelo e soprattutto il Teatro Juvarra di Torino, dove metterà in scena la sua prima Opera “Alcina”. Negli stessi anni muove i primi passi nel mondo del cinema, sonorizzando film muti per il Museo del cinema di Torino o per la Cineteca di Bologna e per i primi cortometraggi di autori torinesi.
Nel 1999 firma la musica del suo primo lungometraggio “Un amore” di Gianluca Maria Tavarelli che lo porta all’attenzione del cinema europeo.
Nel 2003 con il film “Io non ho paura” di Gabriele Salvatores, la musica di Ezio ottiene l’attenzione del grande pubblico e della critica internazionale. Le sue composizioni per il film di Salvatores diventano un caso che lo porta persino a un invito agli Oscar ®. Le musiche ispireranno anche uno spettacolo firmato dallo stesso Bosso e da Salvatores, che vedrà nello stesso una memorabile tournée teatrale da tutto esaurito, persino coon problemi di ordine pubblico per l’accaparramento dei biglietti, partita dal Teatro Regio di Torino e poi portata in tutta Italia. Tra i tanti premi ricevuti: due volte consecutive (unico in Italia) il Premio Flaiano, Il Premio Imaie Stella nascente, il premio come miglior musicista dell’anno della Associazione Cinema d’Essai. È l’unico compositore italiano ad aver vinto l’Italian Grammy.
Nel 2005 un incidente alla mano sinistra lo porta a occuparsi principalmente di direzione e composizione. Nello stesso anno, fonda con elementi del Quartetto di Torino e dell’ex Quartetto Borciani e giovani musicisti europei il, Buxusconsort.
Sempre nel 2005 durante l’incisione del suo quartetto per sassofoni e la colonna sonora del Film Quo Vadis Baby a New York incontra Philip Glass che lo inviterà a produrre i suoi lavori nel suo studio con i suoi produttori e tecnici. Si trasferisce per un periodo a New York.
Tra le tanti produzioni e collaborazioni di oggi ricordiamo: Christopher Wheeldon, il San Francisco Ballet, I Ballet Boyz, Scottish Dance Theater, Southbank Centre of London, Sidney Dance Company, James Thierrèe, Sydney Dance Company, Rafael Bonachela,. 
La sua musica viene ormai usata da registi, coreografi, utilizzata al cinema, in televisione e trasmessa dalle principali emittenti radiofoniche di tutto il mondo. E’ direttore ospite di prestigiose orchestre in tutto il mondo, da San Francisco ad Hanoy.
La sua ricerca musicale è basata sullo sfruttamento emotivo. Usa sistemi tipici della musica d’avanguardia come le serie e le cellule o la somma armonica tipica dello spettralismo. Un uso estremo delle dinamiche dal pppppp al ffffff e un lavoro particolare sulla psicologia, l’atteggiamento e la partecipazione dell’interprete in relazione ad una visione assoluta dell’Agogica Musicale. Questi elementi creano delle evidenze melodiche “naturali” semplici all’ascolto. Su questa base la musica di Bosso viene definita uno dei rari casi di connubio tra avanguardia e accessibilità popolare della musica di oggi.
“Bosso è forse l’unico compositore associabile al minimalismo figurativo di Sol Lewitt. Quello che faceva Lewitt con le linee per cercare “l’essenza dell’arte”, Bosso lo fa con l’emozione. La scava, la traduce, la individua, la deforma sino a farla diventare altro per poi scioccarci riportandoci all’essenza delle nostre emozioni” (M.Wallace – Art ak).
Negli anni, la curiosità per le altre forme di espressione musicale e artistiche e la “antica” ossessione per capire il funzionamento delle cose lo hanno portato a collaborare con i musicisti e gli artisti più svariati. Tra gli altri: Pino Daniele, Billy Corgan (Smashing Pumpkins), Gustavo Beytelmann (Gotan Project), il “guru” della Club Culture Alessio Bertallot e il pittore Jean Michelle Folon. L’impegno sociale diventa una costante della sua produzione e negli anni collabora e dedica composizioni ad associazioni come Libera, Unicef, Progetto Sorriso nel Mondo. Insieme al rapper napoletano Lucariello e a Roberto Saviano ha realizzato “Cappotto di Legno”, Primo esempio al mondo di fusione tra Rap dialettale e sistemi di composizione “classica”. Il Brano, prodotto da Bosso e dal Buxusconsort, per puro impegno sociale, alla prima uscita in download su repubblica.it ha mandato in tilt i server del giornale per le troppe utenze. Diventato un videoclip finanziato e prodotto da MTV nell’ambito del progetto “No Mafie”  è stato un vero caso (non)discografico e di impegno artistico sociale.
Nel 2008 Ezio e il Buxusconsort aprono l’MTV day di Genova davanti a un pubblico in piazza di 50000 persone e di milioni di persone da casa. Non era mai successo che un gruppo da camera connotato nel mondo della musica classica lo facesse.
Nel 2009 gli viene commissionata dal Festival Suoni delle Dolomiti la sua seconda sinfonia dal titolo Under the tree’s voices, dedicata agli Abeti di risonanza della Val di Fiemme. Dopo la prima esecuzione al Festival Suoni delle Dolomiti nel luglio 2010, la comunità gli dedica un Albero all’interno del Bosco che Suona. Onorificenza data a musicisti di spicco del panorama mondiale.
Sempre nel 2009 gli viene conferito il Premio Lavagnino come compositore dell’anno.
Nel 2010 per la chiusura della stagione sinfonica del Teatro Regio di Torino, dirige la prima mondiale della sua Prima Sinfonia. Un successo enorme con un tutto esaurito, standing ovation e quindici minuti di applausi. Sempre Nel 2010 dirige anche la prima Italiana di Icarus on The Edge of time, un evento di Philip Glass e Bryan Green al Teatro Carlo Felice di Genova alla testa dell’orchestra Filarmonica ‘900 di cui è “consulente per i progetti speciali” e alla quale lo lega un affetto e una stima particolari.
Nel 2011 é il primo compositore non australiano a ricevere il prestigioso Green Room Award a Melbourne per la sua I sinfonia come Miglior Composizione ed Esecuzione.
Dal Marzo 2011 è Direttore Principale e Direttore Artistico dell’orchestra inglese The London Strings.
È stato soggetto di varie Tesi di Laurea in Lettere Moderne e di una Tesi di Laurea in architettura. Il suo I concerto per violino “Esoconcerto” è l’oggetto di un volume dal titolo “Eso, Lo spazio architettonico nella musica di Ezio Bosso”, un volume di ricerca sulla relazione tra Architettura e Musica della Facolta di Architettura del Politecinco di Torino.
Oggi Ezio Bosso è considerato dalla critica e dal pubblico internazionale, uno dei più importanti esponenti della corrente che viene definita “neo” o “post” minimalismo. Il suo nome viene associato a compositori come Glass, Nyman, Adams.
Vive a Londra .
www.eziobosso.com
“La Musica di Bosso era talmente mozzafiato che era impossibile concentrarsi su qualsiasi altra cosa” THE GUARDIAN

 

“Quasi impossibile descrivere il modo con cui danza e virtualmente spoglia il suo strumento” THE INDIPENDENT

“…Il perfetto creatore di emozioni…” “…una combinazione creata in Paradiso…” THE STAGE LONDON

“…La musica di Bosso crea “dipendenza”…” DANCEINFORMA SYDNEY

“…Poesia in suoni” The VIllage Voice NEW YORK

Autore: sentieroumano

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